MAI PAURA

6 Nazioni 2018: i 3 motivi per cui è giusto sperare nella vittoria con la Francia (ed è vietato perdersi la partita)

Sei pronto alla battaglia? L'appuntamento è venerdì dalle 20.20 su DMAX e in streaming su Dplay con Rugby Social Club (per partecipare live basta usare l'hashtag #rugbysocialclub).

Si gioca a Marsiglia, in notturna, e questa è già una bella novità e una motivazione per vedere l’Italia che affronta la Francia nella terza giornata del Sei Nazioni. Se è vero che il rugby è sempre bello, è ancora più bello quando si vince, soprattutto quando la tua squadra, che in questo caso è l’Italia, non vince molto spesso e ritrova il successo.

La sconfitta di Dublino di due settimane fa è stata la quattordicesima di fila nel torneo, peggiore striscia negativa nella storia del Sei Nazioni. Con questi presupposti non mancare alla sfida di Marsiglia è un atto di fede come quello che almeno in diecimila hanno fatto nel marzo del 1997, quando la carovana del popolo del rugby raggiunse Grenoble. 22 marzo 1997 Francia 32 Italia 40. Storico. E come diceva Peppino De Filippo “e ho detto tutto”.

Non è una partita come tutte le altre: venerdì, alle 20.20, ci colleghiamo con Marsiglia, per #FRAvITA! #6Nazioni

Pubblicato da DMAX Italia su martedì 20 febbraio 2018

In realtà chi tifa Italia questa volta può trovare anche degli spunti che si legano alla ragione e non solo al sentimento per sperare nella vittoria. Proviamo a metterli in fila.

IL RANKING MONDIALE

La Francia, tra le squadre del Sei Nazioni, è quella che ci è più vicina nel ranking mondiale. Loro sono decimi, noi siamo quattordicesimi, segno che la differenza non è enorme. Se torniamo al novembre scorso, quando abbiamo battuto Fiji, la verità del ranking mondiale spiegava di un nono posto degli isolani e di un nostro quattordicesimo. Non chiudiamo gli occhi, la Francia non è Fiji, ma il ranking è lo specchio dei risultati e la Francia, nell’ultima partita del 2017 con alla guida Guy Noves ha pareggiato in casa con il Giappone. Le cose con Jacques Brunel per il momento non sono cambiate.

LA SETTIMANA DI PAUSA

Tornando in casa nostra, le prime due giornate non hanno aggiunto nulla a quanto già sapevamo. La numero 2 (Inghilterra) e la numero 3 (Irlanda) sono troppo forti per le nostre capacità. Due sconfitte erano attese, magari soprattutto con l’Irlanda la dimensione della sconfitta è maturata troppo presto per quanto sincera nel riflettere sul tabellone il rendimento delle due squadre. Come metterla in positivo? Storicamente la nostra squadra fatica a mantenere il livello della prestazione in due impegni ravvicinati. La sfida alla Francia arriva dopo la settimana di pausa. La terza giornata del torneo è quella dove abbiamo ottenuto il maggior numero di vittorie, quattro, e il rendimento migliore anche nelle sconfitte. Non è un caso che invece nella seconda giornata, che si gioca sempre in week end consecutivi, non abbiamo mai vinto. Sono numeri che ci fanno sperare in una prestazione positiva.

I NON CONVOCATI DOPO SCOZIA-FRANCIA

Possiamo aggiungere che forse non c’è momento migliore per affrontare la Francia. Come noi, loro hanno perso le prime due partite, il cambio di allenatore non ha invertito la tendenza degli ultimi due anni. Certo senza il drop di Sexton nella prima giornata, sarebbe stata tutta un’altra storia. Al disagio per le due sconfitte aggiungiamo l’imbarazzo per un fine settimana da “Una notte da leoni” che se finisce in una pellicola di Hollywood può vincere anche dei premi ma nella vita reale ti porta la polizia ai piedi della scaletta dell’aereo, ti fa scendere e ritarda il ritorno a casa. E’ quanto successo a otto giocatori della Francia a Edimburgo. Fortunatamente non ci sono state conseguenze penali, ma resta la figura, non il massimo per chi rappresenta una nazione intera. E’ arrivata anche una punizione sportiva, gli otto leoni di notte sono stati lasciati a casa e con l’Italia non ci saranno. Un po’ come dire che la pressione è tutta sulle loro spalle.  Noi dobbiamo curare la prestazione e lasciare che la paura prenda il sopravvento sui francesi, tanto noi paura non abbiamo.