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Cinque “pericoli umani” da evitare quest’estate in barca

Siete stufi di estati trascorse sotto l’ombrellone, stipati come sardine tra mille lettini che vi impediscono persino di vedere la sabbia? Una crociera in barca può essere proprio quello che fa per voi! Però… attenzione! Non vi fissate sulle vostre capacità tecniche ma… sui futuri compagni di viaggio!

Siete stufi di estati trascorse sotto l’ombrellone, stipati come sardine tra mille lettini che vi impediscono persino di vedere la sabbia? Desiderate sentirvi moderni esploratori sulle orme di Cristoforo Colombo? Una crociera in barca può essere proprio quello che fa per voi! Però… attenzione! Non vi fissate sulle vostre capacità tecniche ma… sui futuri compagni di viaggio! Se non doveste essere un equipaggio affiatato… guai a voi!

Vi presentiamo i cinque classici “pericoli umani” da evitare assolutamente

L’event planner

Ha già pianificato ogni minuto della vacanza, assolutamente indifferente al fatto che voi vorreste solo rilassarvi e organizzato i ruoli a bordo come se foste imbarcati sulla Amerigo Vespucci. Risultato? Guai a tardare anche un solo minuto sulla tabella di marcia: lo/la costringereste a ritoccare tutto il plan… E se il meteo cambia e vi costringe a una deviazione inaspettata? Nessun problema, state pur certi che avrà in serbo per voi almeno tre piani alternativi, compresa la gita, sotto un sole cocente e rigorosamente alle due del pomeriggio, di quel fantastico piccolo museo dedicato a pizzi e merletti a “pochi” (almeno 5) chilometri dal porto…

La fissata della tintarella

Non aspettava altro da agosto dell’anno scorso. Sale a bordo già color carbone dopo una full immersion di lampade abbronzanti. Attenzione: la fissata della tintarella cercherà di rimanere stesa al sole anche nel mare più burrascoso e andando verso prua per convincerla a desistere, il rischio di scivolare sul ponte della barca unto dalle sue creme sarà altissimo. Le stesse creme che la “costringeranno” a consumare tutta l’acqua a bordo per essere perfetta per la serata… Non sottovalutate neppure la quantità di costumi che sarà in grado di cambiare ogni giorno (“altrimenti rimane il segno”) e che ritroverete rigorosamente appesi ovunque. L’effetto campeggio è assicurato.

Lo scioperato

Tenetelo d’occhio. È quello che, ogni volta che c’è da fare qualcosa a bordo, magari mentre state ormeggiando in un porto affollato, scomparirà magicamente in bagno, fingendo dolori lancinanti allo stomaco… E se, dopo la più classica delle cene in rada, vi apprestate a mettere in ordine e a lavare piatti e bicchieri, lo vedrete tuffarsi nel più perfetto stile “Cagnotto” perché… vuoi mettere nuotare al chiaro di luna?!

Il velista olimpico

Tranquilli, lo riconoscete già il primo giorno in cui proponete la vacanza in barca. Mentre siete impegnati a scegliere ancora la meta, lui disserta di condizioni del vento, miglia da percorrere ogni giorno, ma soprattutto dell’assoluta necessità di rinunciare a tutte quelle casse di birra che vorreste portare perché appesantirebbero la barca. Addio prestazioni… Se proprio non riuscite a evitarlo, state certi che il giorno della partenza si presenterà indossando i guanti tecnici già in banchina, indossando un completo ultratecnologico e attillato. Una volta partiti lo vedrete sbuffare affaccendato ogni volta che vi fermerete in rada per godervi un bagno, mentre osserva attentamente lo stato della carena. Per esperienza, viene sbarcato prima della fine della vacanza. 

L’iperconnesso

Se quello che desiderate di più è fuggire dallo stress della vita moderna, lui è il pericolo maggiore. Fate attenzione, altrimenti la vostra barca si trasfoemrà in men che non si dica in una succursale Apple galleggiante, con tutti gli strumenti collegati tra loro e il segnale tv che vi raggiungerà anche nel silenzio della rada più sperduta. Per non parlare delle interminabili chat su Whatsapp (rigorosamente con suoneria inserita). State pur certi che alla fine della vacanza avrà pubblicato almeno dieci foto al giorno su Instagram, di cui almeno tre del tramonto… Soluzione? Ricordate che gli smartphone non galleggiano…

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